Simulazione?

 

vignetta_simulazioni_di Alessandro Della Corte, Stefano Isola, Lucio Russo

Il 20 dicembre 2018 il MIUR ha diffuso i modelli per la simulazione della seconda prova degli esami di maturità, tra i quali una prova-esempio che consiste in otto problemi a carattere fisico-matematico per i Licei Scientifici. Una delle novità introdotte dal Ministero per la maturità del 2019 è infatti la cosiddetta “doppia materia”, ad esempio latino-greco per i Licei Classici, inglese e lingua 3 per i Licei Linguistici e, appunto, matematica-fisica per gli Scientifici.

La diffusione dei problemi fisico-matematici ha generato molte reazioni critiche tra gli studenti e gli insegnanti, sia per la difficoltà dei problemi, sia perché sei su otto sono stati copiati dai Problemi di Fisica generale di I. E. Irodov (1981), e uno dalle tracce di maturità francesi ESABAC del 2015. Voci critiche si possono leggere ad esempio qui:

https://www.change.org/p/ministro-marco-bussetti-no-a-prove-di-questo-tipo-all-esame-di-stato

qui:

https://www.studenti.it/traccia-seconda-prova-fisica-simulazione-maturita-2019-copiata-da-manuale-universitario-russo.html

e qui:

https://www.roars.it/online/back-in-the-ussr-maturita-chi-ha-copiato-le-tracce-di-fisica-al-miur/comment-page-1/#comment-69013.

Diciamo innanzitutto che l’idea di far interagire, più di quanto si faccia attualmente, l’insegnamento della matematica con quello della fisica ci sembra in sé ottima. Troppo spesso la didattica matematica è del tutto avulsa da applicazioni al mondo reale, mentre sarebbe importante insegnare a matematizzare problemi concreti, come è necessario fare in fisica. D’altra parte la fisica, insegnata in assenza di strumenti matematici adeguati, rischia di ridursi a un insieme di enunciati che lo studente può solo imparare a memoria, senza essere in grado di applicarli ad alcun problema interessante.

Se si vuole seriamente modificare l’insegnamento in questa lodevole direzione, occorre però formare docenti in grado di insegnare in modo più coordinato le due discipline. Oggi, in particolare, i laureati in matematica spesso non hanno sufficiente dimestichezza con la fisica. Per questo motivo, molti hanno proposto da tempo di separare le due cattedre. Sarebbe molto meglio, a nostro parere, progettare corsi di laurea magistrale specifici per la preparazione di docenti di matematica e fisica. Solo in presenza di insegnanti adeguatamente preparati si potranno progettare nuovi percorsi didattici, al termine dei quali si potranno prevedere nuove prove d’esame. Pensare di saltare una simile pianificazione a lungo termine rovesciando il processo, ovvero modificando direttamente le prove d’esame, è quantomeno velleitario.

Veniamo alle simulazioni della seconda prova proposte dal MIUR. Gran parte delle proteste si sono concentrate sull’uso pedissequo di materiali già pubblicati. La raccolta di problemi di Irodov usata dagli esperti del MIUR è certamente un ottimo testo, e non ci sembra molto rilevante sottolineare che si tratta di un manuale risalente all’Unione Sovietica di quarant’anni fa: la fisica classica non è cambiata da allora e i testi sovietici di matematica e fisica erano certamente tra i migliori al mondo. Sarebbe certamente auspicabile che il Ministero disponesse di esperti in grado di ideare esercizi originali, ma non ci sembra questo il problema maggiore. Il punto è piuttosto che il testo di Irodov è di livello universitario ed è stato usato per molti anni in corsi universitari italiani di fisica generale. Dopo il dilagare delle proteste, il ministro ha precisato che il livello della seconda prova d’esame non sarà di livello universitario, ma adeguato alla scuola secondaria. Resta da capire, a questo punto, quale significato diano al MIUR alla parola “simulazione”.

Note

*: adattato da un originale di Graham Jackson.

[Scarica il PDF]

 

One thought on “Simulazione?”

  1. È il primo commento che condivido pressoché in toto, specie per la visione di progetto che traccia la strada di un apprendimento di carattere “culturale” costruito con il tempo necessario ad imparare, con la riflessione, con l’investimento sulle persone.

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