Cosa succede su Anticitera 20/02/2020

Oggi proponiamo ai lettori di Anticitera la seconda uscita della rubrica Vite perpendicolari, questa volta dedicata a due campioni mondiali di scacchi, e curata da Alessandro Della Corte. Crediamo infatti che il paragone possa essere interessante per sviluppare alcune riflessioni sui rapporti  tra gioco e sport e tra cultura specialistica e cultura condivisa. Il secondo contributo che proponiamo è un’ampia e circostanziata recensione di Francesca Romana Capone al libro di David Reich, Chi siamo e come siamo arrivati fin qui. Il DNA antico e la nuova scienza del passato dell’umanità, recentemente tradotto in italiano. Il libro riprende, tra gli altri, il tema dell’analisi della varietà umana e dei problemi che essa pone, che abbiamo già affrontato su Anticitera. Infine, nella sezione Raccolte di Testi presentiamo un breve estratto da un libro di Christopher Lasch che ha il merito di inquadrare con una certa lucidità il dibattito americano di qualche decennio fa sulla cultura di massa, fornendo a nostro avviso alcune prospettive utili ancora oggi.

 

Cosa succede su Anticitera 16/12/2019

Proponiamo oggi ai lettori di Anticitera quattro nuovi contenuti.

Nel primo, Stefano Isola cerca di andare oltre la superficie dei tipici dibattiti pubblici su scuola e ricerca per mettere in evidenza alcuni fenomeni degenerativi del tutto macroscopici, ma solitamente oscurati dalla forma stessa di tali dibattiti, contenuta entro un orizzonte predefinito di termini e significati possibili.
L’articolo di Edoardo Gianfagna affronta, a partire dal recente Almanacco della scuola pubblicato da «MicroMega» (5/2019), il delicato tema del riformismo che ha febbrilmente interessato la scuola italiana negli ultimi decenni.
Il pezzo di Alessandro Della Corte riflette sull’ambivalente rapporto che lega le élites culturali, economiche e politiche alle classi subalterne.
Infine l’articolo di Marco Grimaldi prende posizione su un recente dibattito sulla presunta narcolessia di Dante Alighieri per suggerire alcune riflessioni di carattere generale sul rapporto tra scienze e cultura umanistica.

Cosa succede su Anticitera 15/09/2019

L’uscita di oggi si concentra su due temi delicati ma centrali per la vitalità culturale del nostro tempo: da una parte quello della trasmissione della conoscenza e della sua messa in discussione da parte del pedagogismo imperante, tema affrontato in un saggio di Edoardo Gianfagna. Dall’altra quello, solo apparentemente più circoscritto, dei criteri di valutazione della ricerca basati sugli indici bibliometrici, ovvero dei meccanismi oggi preponderanti di vaglio e quotazione automatica delle produzioni culturali. A quest’ultimo aspetto, sul quale contiamo di tornare più diffusamente su Anticitera,  è dedicato un contributo di Alessandro Della Corte e Lucio Russo, che a sua volta prende spunto da altri interventi critici apparsi di recente.

Arricchiamo infine queste proposte con la condivisione di un breve ma combattivo discorso di Alessandro Barbero sulle recenti vicissitudini della scuola italiana: https://www.youtube.com/watch?v=AjVs2F3nhz0

Cosa succede su Anticitera 01/09/2019

Anticitera riprende le attività, dopo la pausa estiva, con una recensione di Lucio Russo a L’aula vuota (Marsilio, 2019), il recente libro che Ernesto Galli della Loggia ha dedicato alla scuola italiana. Le notevoli congruenze con le nostre idee sull’argomento, e ancor più i casi in cui il punto di vista di Galli della Loggia non coincide con il nostro, ci sembrano fornire un’interessante occasione di riflessione su questo tema capitale.

Il libro ha suscitato notevole irritazione presso pedagogisti, esperti di scuola ed esponenti politici che se ne sono interessati. Se ne può avere un’idea leggendo la (leggermente isterica) stroncatura di Christian Raimo (http://www.minimaetmoralia.it/wp/laula-vuota-ernesto-galli-della-loggia-un-libro-pessimo-punto-vista/), che accusa l’autore di incompetenza in quanto dichiaratamente ignaro delle discipline specialistiche che si occupano di scuola.

Per fornire al lettore ugualmente poco esperto un piccolo saggio del metodo e del tipo di linguaggio usato dagli esperti di tali discipline inseriamo di seguito tre link. Il primo è relativo a un documento sottoscritto da politici di quasi tutti i partiti e quasi tutte le correnti (il che, lo ammetterete, in Italia non è poco). Il secondo contiene un testo (del pedagogista Daniele Novara) che riassume tesi che da almeno trent’anni sono sostenute dalla maggioranza dei pedagogisti: in primo luogo l’esigenza di eliminare la cattiva abitudine di molti insegnanti di far lezione. Il terzo link mostra invece un saggio dei metodi e dei contenuti delle lezioni tenute da un professore universitario esperto di scuola.

    1. https://www.disal.it/Objects/Pagina.asp?ID=28355&Titolo=Dibattito/Sussidiarietà:%20punto%20centrale%20per%20il%20futuro%20produttivo
    2. http://www.vita.it/it/article/2018/04/16/dalla-campanella-alle-file-di-banchi-le-sei-pratiche-inerziali-di-cui-/146566/
    3. http://slideplayer.it/slide/10199817/

 

Cosa succede su Anticitera 23/06/2019

Il filo conduttore di quest’uscita di Anticitera  è l’“innovazione”.  Il complesso rapporto tra le novità tecnologiche e scientifiche e le relative ricadute sull’auto-percezione dell’uomo è affrontato in un articolo, che ricorda la missione lunare di mezzo secolo fa problematizzandone le implicazioni  culturali alla luce di un breve saggio che Hannah Arendt scrisse in quegli anni. Al nuovo nell’arte è dedicato invece un saggio sui concetti di “tradizione” e “creatività” del grande intellettuale Oscar P. Kristeller, mentre una disamina critica della fede nel progresso automatico è al centro di un articolo di Pietro Citati del 2008, che riproponiamo qui.

Infine, una postilla. Nei giorni scorsi sono apparse in rete notizie su un’iniziativa (della Curia locale e del Comune) volta a ripopolare l’isola di Anticitera attraverso l’offerta di una casa e di un piccolo reddito mensile a chi accetti di trasferirsi sull’isola con la famiglia. La notizia è stata ripresa da diversi giornali italiani, che l’hanno a volte condita con fantasiosi particolari, ad esempio suggerendo che si tratta dell’isola dove fu “costruita” la famosa macchina. Nonostante nulla su questo sito, crediamo, lasci intendere una qualche connessione con il Comune di Anticitera, né tantomeno con la Curia, diverse persone ci hanno scritto chiedendoci informazioni sull’iniziativa (il messaggio più divertente, consisteva nella semplice domanda: “ma in tutto ciò voi vivete su Anticitera?”).

Rispondiamo con rincrescimento che:

  1. Non abbiamo nulla a che fare con l’organizzazione di questa iniziativa;
  2. Non abbiamo alcuna particolare informazione in proposito;
  3. Non viviamo ad Anticitera (ma abbiamo scelto questo nome per il nostro sito perché ci piacciono il mare, la storia della scienza e la lontananza dai luoghi comuni);
  4. Invitiamo comunque i lettori, molto numerosi, che sono capitati e capiteranno sul nostro sito per i motivi sbagliati a trattenersi in visita, se lo riterranno, per i motivi giusti.

Cosa succede su Anticitera 23/05/2019

Con l’uscita di oggi pubblichiamo due nuovi contenuti, entrambi dedicati alla scuola. Il primo è un nostro  intervento sul recente progetto di legge che prevede la reintroduzione dell’educazione civica nelle scuole italiane, mentre il secondo è un contributo di Andrea Trusiano, che insegna Matematica e Fisica presso l’Istituto Pacinotti-Archimede di Roma, sui nuovi meccanismi di inclusione-esclusione messi in atto dalla “Buona Scuola” sulla base delle cosiddetti Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Ci è sembrato particolarmente opportuno accostare le nuove proposte sull’insegnamento dell’educazione civica e le informazioni date da Trusiano, perché entrambe danno un’idea della direzione generale verso cui sta andando la scuola italiana. In questo senso, un elemento costante ci sembra il progressivo venir meno delle funzioni collettive della scuola, tra cui la formazione di cittadini in grado di inserirsi costruttivamente nella società attraverso il lavoro e tutte le forme di partecipazione alla vita pubblica, e anche, ovviamente, di futuri studenti universitari in grado di acquisire conoscenze aventi una ricaduta sociale positiva. Questi sono stati per anni i compiti più importanti della scuola, ma i cambiamenti nel contesto economico, nelle modalità di produzione dei beni e nella suddivisione del lavoro hanno condotto negli ultimi decenni a profonde trasformazioni delle funzioni che la scuola è chiamata ad assolvere (su questo rimandiamo a Segmenti e bastoncini di Lucio Russo). Una delle conseguenze di queste trasformazioni è che da vari decenni le finalità collettive della scuola vengono sistematicamente messe da parte a fronte delle esigenze (in alcuni casi presunte) dei singoli. Chiaramente non ci sono mai soluzioni facili a questo tipo di contrapposizioni, ma proprio per questo ci sembra che la loro risoluzione unilaterale a scapito costante degli interessi collettivi sia una scelta discutibile.