Quando si parla di requisiti VASP, sono le norme che i Virtual Asset Service Providers devono rispettare per operare in modo legale e sicuro, VASP requirements, il primo passo è capire con che obblighi normativi hanno a che fare. AML, Anti‑Money Laundering, il quadro di regole anti‑riciclaggio è la base: ogni VASP deve implementare procedure di monitoraggio, segnalazione e retention dei dati. Accanto c’è il KYC, Know Your Customer, il processo di verifica dell’identità degli utenti, che garantisce che chi scambia o conserva crypto sia tracciabile. Infine, il FATF, Financial Action Task Force, l’organismo internazionale che definisce standard anti‑riciclaggio influenza direttamente i requisiti VASP, imponendo le cosiddette “Travel Rule” per condividere dati sulle transazioni tra provider.
Il passo successivo è ottenere la licenza di VASP, il permesso rilasciato dall’autorità di vigilanza per offrire servizi di asset virtuali. In Europa è spesso la MiCA, la normativa sui mercati delle cripto‑valute a fissare i requisiti, mentre negli USA il FinCEN, il dipartimento del Tesoro che regola le attività finanziarie richiede la registrazione di tutti i provider. Una volta licenziati, i VASP devono produrre report di SAR, Suspicious Activity Report, le segnalazioni di attività sospette a ogni sospetto di riciclaggio o finanziamento del terrorismo. Questi report includono dati sulla controparte, importi e motivazioni, e devono essere inviati entro 30 giorni dalla scoperta dell’anomalia.
Il cuore della compliance è però il programma di compliance, il set di procedure interne, policy e strumenti tecnici per rispettare le regole. Un buon programma prevede sistemi di monitoraggio delle transazioni, software che analizza flussi di denaro in tempo reale per individuare pattern di riciclaggio, e meccanismi di geolocalizzazione IP, tecniche che collegano gli indirizzi wallet a una posizione fisica per rafforzare il KYC. Inoltre, è fondamentale conservare i dati per almeno cinque anni, garantire la crittografia dei record e formare il personale su scenari di rischio. Senza questi elementi, anche la licenza più solida può essere revocata in caso di controlli.
Infine, i requisiti VASP incidono su tutti gli attori dell’ecosistema: exchange crypto, le piattaforme di scambio dove gli utenti comprano e vendono asset devono implementare le stesse regole di AML e KYC, così come i custodial wallet e i provider di servizi di pagamento. Anche i token issuer che lanciano nuove monete devono rispettare la “Travel Rule” quando distribuiscono token su exchange. Queste interconnessioni creano un tessuto di responsabilità che, se ben gestito, riduce i rischi di frode e aumenta la fiducia degli investitori. Nei paragrafi che seguono troverai articoli che approfondiscono ciascuno di questi aspetti, dalle guide pratiche su come redigere un SAR, alle analisi delle nuove normative europee, fino a casi studio di compliance efficace in paesi emergenti. Continua a leggere per scoprire come tradurre questi requisiti in azioni concrete e restare sempre entro i confini della legge.
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