Il 7 settembre 2021, El Salvador ha fatto qualcosa che nessun paese aveva mai fatto: ha reso il Bitcoin moneta legale insieme al dollaro statunitense. L’obiettivo era chiaro: aiutare i cittadini senza conto bancario, ridurre i costi delle rimesse e attrarre investimenti tecnologici. Ma quel che sembrava una rivoluzione finanziaria si è trasformato in un esperimento costoso, controverso e, alla fine, parzialmente annullato.
Cosa è successo il 7 settembre 2021?
Quel giorno, il governo di Nayib Bukele ha lanciato la Bitcoin Law. Ogni cittadino salvadoregno ha ricevuto automaticamente 30 dollari in Bitcoin sul portafoglio Chivo, un’app creata dallo Stato. Gas station, negozi e ristoranti dovevano accettare il Bitcoin come pagamento. L’idea era che la criptovaluta potesse sostituire il dollaro nelle transazioni quotidiane, soprattutto per chi non aveva accesso alle banche.
Ma le cose non sono andate come previsto. Il primo giorno, il portafoglio Chivo è andato offline per ore a causa di un sovraccarico dei server. Nel frattempo, il prezzo del Bitcoin è crollato del 10%, causando una perdita di 3 milioni di dollari al governo che aveva appena comprato Bitcoin per sostenere il mercato. Più di mille persone hanno manifestato davanti alla Corte Suprema, temendo che la volatilità avrebbe messo a rischio i loro risparmi.
Adozione alta, uso basso
Il numero di download del Chivo wallet è stato impressionante: 3 milioni in un mese, il 46% della popolazione. Ma questo non significava che la gente usasse il Bitcoin. Nel primo mese, solo il 12% dei cittadini ha effettuato una transazione in criptovaluta. Il 93% delle aziende ha riferito di non aver ricevuto nemmeno un pagamento in Bitcoin. La gente continuava a pagare in dollari.
Le motivazioni erano semplici: il Bitcoin era troppo instabile. Un caffè che costava 2 dollari poteva costare 2,10 dollari il giorno dopo. Per chi viveva giorno per giorno, questa incertezza era inaccettabile. Inoltre, molti non capivano come funzionasse la tecnologia. Non era una questione di mancanza di interesse, ma di praticità.
Problemi tecnici e mancanza di fiducia
Il portafoglio Chivo non era solo lento: è stato anche oggetto di attacchi informatici. Nel 2022, un bug ha permesso a degli hacker di rubare Bitcoin da account utenti. Il governo ha negato ogni responsabilità, ma la fiducia era già rotta. Molti hanno disinstallato l’app. Altri l’hanno tenuta solo per i bonus, ma non per pagare.
La promessa di inclusione finanziaria non si è realizzata. Nel 2017, il 29% dei salvadoregni aveva un conto bancario. Nel 2022, il 40% aveva un wallet Bitcoin. Ma il 92% di loro non lo usava per comprare cibo, pagare l’affitto o le bollette. Il Bitcoin non ha sostituito il sistema bancario: ha creato un sistema parallelo, poco usato.
Il colpo di scena del 2025
Il 29 gennaio 2025, il governo ha firmato un accordo con il Fondo Monetario Internazionale (FMI) per un prestito di 1,4 miliardi di dollari. In cambio, il FMI ha chiesto di abbandonare il Bitcoin come moneta legale obbligatoria. Il 1° maggio 2025, la legge è stata modificata: il Bitcoin non è più una moneta che le aziende devono accettare. Non può essere usato per pagare le tasse o le bollette statali. Non è più un’obbligazione, ma un’opzione.
Il cambiamento è stato votato con 55 sì e 2 no. Il presidente Bukele ha ammesso che era la sua misura più impopolare, insieme alle politiche contro le gang. Economisti come Rafael Lemus hanno commentato: "Il Bitcoin non ha mai avuto la forza di una moneta legale. Doveva essere così. Il governo ha cercato di forzarlo, e non ha funzionato."
Cosa è rimasto dopo il ripensamento?
Non tutto è finito. Il governo ha continuato ad acquistare Bitcoin. A inizio 2025, possedeva 688 BTC, con un profitto di 287 milioni di dollari. Nel marzo 2025, ha aggiunto altre centinaia di monete, portando il fondo strategico a 6.102 BTC, valutati a circa 500 milioni di dollari. Questo non è un errore: è una scelta. Il governo crede che il Bitcoin sia un buon investimento a lungo termine, non un mezzo di scambio quotidiano.
El Salvador ha ospitato il PLANB Forum 2025, il più grande evento cripto dell’America Centrale. L’obiettivo ora non è far pagare la spesa con Bitcoin, ma attrarre aziende blockchain, investitori e sviluppatori. Il paese vuole essere visto come un hub tecnologico, non come un laboratorio monetario fallito.
Perché l’esperimento ha fallito?
Il problema non era il Bitcoin. Il problema era l’idea che un governo potesse imporre l’uso di una criptovaluta a una popolazione che non la capiva e non la voleva.
La storia insegna che le monete nascono dall’uso, non dai decreti. Il dollaro è accettato perché tutti lo usano da decenni. Il Bitcoin, invece, è stato imposto come una soluzione tecnologica a un problema sociale: la mancanza di banche. Ma non ha risolto il problema: ha complicato le cose.
La volatilità, la mancanza di infrastrutture, la scarsa alfabetizzazione digitale e la diffidenza verso lo Stato hanno reso impossibile l’adozione di massa. Nessuna app, nessun bonus, nessuna legge avrebbe potuto cambiare questo.
Lezioni per il mondo
El Salvador ha dato al mondo un esperimento unico. Non è stato un successo, ma non è stato nemmeno un fallimento totale. Ha dimostrato che:
- Le criptovalute non possono sostituire le monete nazionali se non ci sono fiducia e stabilità.
- La tecnologia da sola non risolve i problemi economici.
- Le forze di mercato sono più potenti delle leggi.
- Il FMI e le istituzioni internazionali non accettano la criptovaluta come politica monetaria.
Ora, altri paesi guardano a El Salvador non per imitarlo, ma per capire cosa evitare. La Colombia, il Paraguay e il Kenya stanno studiando i wallet digitali, ma senza renderli obbligatori. La lezione più importante? L’adozione deve essere volontaria. Non si può obbligare la gente a usare qualcosa che non capisce.
Il futuro del Bitcoin in El Salvador
Il Bitcoin non è più moneta legale. Ma è ancora un asset. Il governo lo tiene come riserva, come si tiene l’oro. Le aziende private possono scegliere di accettarlo. I turisti possono usarlo nei resort. I developer possono costruire servizi su Lightning Network.
Il paese ha smesso di forzare. E forse, proprio per questo, il Bitcoin potrebbe crescere in modo più sano. Senza obblighi, senza bonus, senza app governative. Solo se la gente lo vuole, lo userà. E se lo vuole abbastanza, diventerà parte della vita quotidiana.
El Salvador non ha vinto la battaglia per il Bitcoin come moneta. Ma ha vinto la guerra per l’attenzione globale. E ora, ha una seconda opportunità: diventare il primo paese al mondo a usare il Bitcoin come investimento strategico, non come obbligo.
Il Bitcoin è ancora moneta legale in El Salvador?
No, non lo è più come prima. Dal 1° maggio 2025, il Bitcoin non è più un’obbligazione per le aziende o i cittadini. Può essere accettato volontariamente, ma non può essere usato per pagare tasse, bollette o servizi pubblici. È rimasto tecnicamente "tender legale" ma senza effetti pratici obbligatori.
Perché il Fondo Monetario Internazionale ha chiesto di cambiare la legge?
Il FMI temeva che il Bitcoin potesse mettere a rischio la stabilità finanziaria del paese. La sua volatilità rendeva difficile prevedere i flussi di cassa, i tassi di cambio e la capacità di ripagare il debito. Inoltre, non c’era trasparenza su come il governo gestisse i suoi Bitcoin. Il FMI ha reso il cambio di legge una condizione per il prestito di 1,4 miliardi di dollari.
Quanti Bitcoin possiede ancora il governo di El Salvador?
A inizio 2026, il governo detiene 6.102 Bitcoin, acquistati tra il 2021 e il 2025. Il valore stimato è di circa 500 milioni di dollari. Il governo ha realizzato un profitto di oltre 287 milioni di dollari rispetto al costo medio di acquisto, rendendo il fondo una delle sue principali riserve di valore.
Il portafoglio Chivo funziona ancora?
Sì, ma non è più promosso dal governo. Può essere scaricato e usato per inviare e ricevere Bitcoin, ma non riceve più aggiornamenti né incentivi. Non è più integrato nei pagamenti statali. È diventato un’app per appassionati, non un servizio pubblico.
Cosa ne pensano i salvadoregni oggi?
La maggioranza (oltre il 90%) non usa Bitcoin per le transazioni quotidiane. La gente preferisce il dollaro, più stabile e familiare. Alcuni apprezzano l’idea di avere un portafoglio cripto come investimento, ma pochi lo usano per pagare il pane o il bus. La fiducia nello Stato è bassa, e la tecnologia non ha cambiato questo.
El Salvador è ancora un paese amico delle criptovalute?
Sì, ma in modo diverso. Non obbliga più nessuno, ma offre vantaggi fiscali alle aziende blockchain, ha ridotto le tasse per gli investitori in cripto e ospita eventi internazionali. Vuole essere un hub tecnologico, non un laboratorio monetario. Il Bitcoin è visto come asset, non come moneta.