SEC e le multe cripto: spiegato il totale da 4,68 miliardi di dollari

SEC e le multe cripto: spiegato il totale da 4,68 miliardi di dollari

Il 2024 è stato l’anno più duro mai visto per l’industria delle criptovalute negli Stati Uniti. La SEC, la Commissione Valori e Borsa americana, ha inflitto 4,68 miliardi di dollari in multe, un salto del 3.018% rispetto all’anno precedente. Questo non è stato un errore o un caso isolato: è stato il culmine di una strategia deliberata, guidata da Gary Gensler, che ha trasformato la SEC in un braccio esecutivo contro le criptovalute, spesso senza regole chiare.

Chi ha pagato di più? Terraform Labs e Do Kwon

La maggior parte di quei 4,68 miliardi non è stata divisa tra decine di aziende. Quasi tutto è finito in una sola multa: Terraform Labs e il suo fondatore, Do Kwon. La SEC li ha accusati di aver venduto token non registrati come se fossero titoli, ingannando milioni di investitori con promesse di rendimenti garantiti. Il protocollo TerraUSD (UST), progettato per essere legato al dollaro, si è sganciato nel 2022, causando una caduta a picco di oltre 40 miliardi di dollari in valore. La SEC ha risposto con la multa più grande della storia per un’azienda cripto. Do Kwon, ricercato in diversi paesi, è stato arrestato in Montenegro nel 2023 e sta affrontando estradizioni e processi paralleli.

La strategia di Gensler: multare prima, regolare dopo

Per anni, la SEC ha detto di voler proteggere gli investitori, ma non ha mai definito chiaramente cosa fosse un “titolo” nel mondo delle criptovalute. Invece di creare regole, ha scelto di agire con azioni legali. Tra il 2022 e il 2025, Gensler ha imposto 6,05 miliardi di dollari in multe complessive. Ha colpito Telegram per 1,24 miliardi nel 2019, Ripple per 125 milioni nel 2021, e persino due fratelli, i Barksdale, per 102 milioni per un ICO frodolento nel 2022. Il metodo era semplice: se un progetto ha raccolto soldi promettendo guadagni, la SEC lo considerava un titolo - e quindi illegale se non registrato.

Questo approccio ha creato confusione. Non c’era un test chiaro. Non c’era un percorso legale per registrare un token. Le aziende non sapevano cosa fosse consentito. Eppure, la SEC ha continuato a perseguire. Nel 2024 ha avviato 33 azioni legali, il 30% in meno rispetto al 2023. Ma il valore delle multe è schizzato alle stelle. Perché? Perché ha concentrato le risorse sui casi più grandi, dove il danno era evidente e il risarcimento possibile.

Gary Gensler incita multe contro progetti cripto mentre le aziende fuggono all'estero.

Il cambio di marcia: cosa è cambiato nel gennaio 2025

Gensler ha lasciato la SEC il 20 gennaio 2025. Il giorno dopo, il nuovo presidente ad interim, Mark Uyeda, ha annunciato la creazione del Crypto Task Force. La sua missione? Fermare l’approccio “punisci e poi pensa”. La task force, guidata da Hester Pierce - conosciuta come “Crypto Mom” per il suo sostegno all’innovazione - ha subito fatto sapere che la precedente leadership aveva usato l’enforcement come unico strumento di regolamentazione, spesso con interpretazioni legali non collaudate.

Non si è fermata lì. A febbraio 2025, la SEC ha chiuso l’unità dedicata alle criptovalute (Crypto Assets and Cyber Unit) e ha creato il Cyber and Emerging Technologies Unit (CETU). La differenza? Il nuovo gruppo aveva meno avvocati, meno risorse dedicate alle multe, e un mandato chiaro: usare le risorse con giudizio. Non più “caccia al token non registrato”. Ora si punta solo a frodi reali, truffe, furti, e manipolazioni di mercato.

Coinbase: il caso che ha cambiato tutto

Il momento più simbolico è arrivato il 11 giugno 2025. La SEC ha chiesto e ottenuto il ritiro dell’azione legale contro Coinbase. Era una battaglia di tre anni. Coinbase aveva chiesto alla SEC di chiarire cosa fosse un titolo e cosa no. La SEC non ha risposto. Così, Coinbase ha fatto causa alla SEC. E ha vinto. Non per un giudizio, ma perché la SEC ha deciso di mollare. Per la prima volta, l’agenzia ha ammesso che perseguire un exchange per non aver registrato i token era un errore strategico.

Questa mossa ha mandato un segnale chiaro: la SEC non vuole più combattere le piattaforme che cercano di stare in regola. Vuole concentrarsi su chi inganna. Chi promette rendimenti falsi. Chi ruba i soldi degli utenti. Non più su chi non ha fatto la carta d’identità giusta per un token.

La nuova leadership SEC offre regole chiare ai creatori di criptovalute.

Le conseguenze: un’industria in fuga o in ripresa?

La strategia di Gensler ha avuto un costo. Molti progetti cripto hanno chiuso negli Stati Uniti. Altri si sono trasferiti in Europa, Singapore, o negli Emirati Arabi. La SEC ha vinto le battaglie legali, ma ha perso la guerra per l’innovazione. Secondo l’Oxford Business Law Blog, l’approccio aggressivo ha scoraggiato gli investimenti e spinto talenti e capitali all’estero.

Oggi, però, la situazione sta cambiando. Il mercato cripto ha raggiunto 1,97 trilioni di dollari di capitalizzazione a ottobre 2025. Gli ETF del Bitcoin sono ora una realtà. Le istituzioni finanziarie guardano alle criptovalute con serietà. E la SEC, con la nuova leadership, sembra voler stare al passo - non con le multe, ma con le regole.

Cosa succede ora?

Il Crypto Task Force sta lavorando a tre obiettivi principali: definire cosa sia un titolo cripto, creare un percorso semplice per registrare i token, e stabilire standard di trasparenza per gli exchange. Non è ancora ufficiale. Non ci sono ancora leggi. Ma il segnale è chiaro: la SEC non vuole più essere il “poliziotto del peggio”. Vuole diventare il “regolatore del futuro”.

Le multe da 4,68 miliardi restano un ricordo. Un avvertimento. Ma non più una guida. L’era delle multe massicce è finita. L’era delle regole chiare è appena iniziata.

Perché la SEC ha inflitto 4,68 miliardi di dollari in multe nel 2024?

La maggior parte di quelle multe (quasi 4,68 miliardi) è stata inflitta a Terraform Labs e al suo fondatore Do Kwon per aver venduto token non registrati come se fossero titoli, ingannando gli investitori con promesse di rendimenti garantiti. Questo caso rappresenta l’azione più costosa mai intrapresa dalla SEC contro un’azienda cripto. Il resto delle multe è stato distribuito tra pochi altri casi grandi, come quelli contro Ripple e Telegram, ma nessun altro ha raggiunto quel livello.

Cos’è cambiato con l’arrivo della nuova leadership alla SEC nel 2025?

La nuova leadership ha abbandonato l’approccio “multa prima, regola dopo”. Ha creato il Crypto Task Force per sviluppare regole chiare, ha chiuso l’unità dedicata alle criptovalute e ha ridotto il numero di avvocati impegnati in azioni legali per mancata registrazione. Ora si punta solo a frodi reali, non a violazioni tecniche. Il ritiro dell’azione contro Coinbase è il segnale più forte di questo cambio di rotta.

La SEC ha smesso di perseguire le criptovalute?

No. La SEC continua a perseguire casi di frode, manipolazione del mercato e truffe. Ad esempio, nel 2025 ha agito contro Ramil e PGI Global per uno schema da 198 milioni di dollari, e contro Unicoin Inc. per una truffa simile. L’obiettivo non è più “registrati o ti multiamo”, ma “non frodare o ti puniamo”. La differenza è fondamentale.

Perché Coinbase ha vinto contro la SEC?

Coinbase non ha vinto in tribunale. La SEC ha deciso di ritirare l’azione. Perché? Perché la nuova leadership ha riconosciuto che perseguire un exchange per non aver registrato tutti i token era un errore strategico. Non era un modo per proteggere gli investitori, ma per creare confusione. Il ritiro del caso ha segnato un punto di svolta: la SEC ha ammesso che il suo vecchio approccio non funzionava.

Cosa significa questo per gli utenti italiani che usano exchange cripto?

Per ora, non cambia molto direttamente. L’Italia ha le sue regole, separate da quelle americane. Ma il cambio di rotta della SEC potrebbe influenzare le politiche europee. Se gli Stati Uniti adottano regole chiare, l’Europa potrebbe seguire. Inoltre, molti exchange che operano in Italia (come Binance o Kraken) hanno sede negli USA. Se la SEC smette di perseguitarli per questioni tecniche, potrebbero offrire più servizi e più trasparenza, con benefici per gli utenti europei.

Charlotte McCarthy
Charlotte McCarthy

Lavoro come consulente blockchain e ricercatrice in criptovalute per startup e fondi. Mi piace spiegare la tokenomics e scrivere articoli su coin e airdrop con un taglio pratico. Parlo a conferenze e costruisco community intorno a progetti web3.

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RISPOSTE

Gianluca Sbardella
Gianluca Sbardella

Finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di dire la verità: la SEC non era un regolatore, era un bulldozer con un contratto di multe. Ora che si gira pagina, spero che gli exchange tornino a operare serenamente qui in Italia. Sono stanco di vedere i miei amici che investono in Binance e poi si chiedono perché non hanno i token che hanno comprato.

  • gennaio 10, 2026

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