Cosa succede su Anticitera 25/02/2019

John Dupré è uno dei principali epistemologi viventi, professore presso l’Università di Exeter e direttore dell’ESRC Centre for Genomics in Society (http://socialsciences.exeter.ac.uk/sociology/staff/dupre). In Italia è noto soprattutto come autore di Natura umana. Perché la scienza non basta, Laterza 2007 (Ed. originale 2001). Siamo lieti di pubblicare l’intervista che ha concesso ad Anticitera.

Insieme a questo contributo pubblichiamo, in una pagina apposita,  una lettera, non molto nota,  che Albert Einstein inviò in occasione della 42ma riunione della Società Italiana per il Progresso delle Scienze del 1950.

Intervista a John Dupré

La ragionevole inefficacia della scienza di base

(per la spiegazione della natura umana)

Una conversazione con John Dupré

di Alessandro Della Corte

John Dupré si è principalmente occupato della filosofia delle scienze della vita. Un aspetto molto interessante del suo lavoro riguarda le ricadute dello studio degli organismi viventi su problemi classici dell’epistemologia come quelli riguardanti riduzionismo, determinismo e libero arbitrio. Spero che i lettori di Anticitera apprezzeranno l’intervista che Dupré ha gentilmente accettato di concederci.

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La mosca nella bottiglia

“La filosofia a questo deve servire, ad aiutare la mosca ad uscire dalla bottiglia”, scrive Ludwig Wittgenstein. A me sembra che una mosca per uscire dalla bottiglia debba sapere come è fatta la bottiglia. Solo così potrà imboccare il collo della bottiglia e volarsene via, libera, nell’aria. Ma sapere com’è fatta la bottiglia quando uno ci sta dentro è una scienza molto complessa e richiede innanzitutto la consapevolezza di essere prigionieri all’interno di una bottiglia – cosa che non tutti riconoscono. E poi richiede immaginazione, molta immaginazione. Perché non è facile, standone all’interno, concepire la forma della bottiglia che ci contiene. Forse è la trasparenza del vetro che a volte, come ho detto, ci inganna e ci dà l’illusione di star fuori. Perciò dobbiamo sottrarci a questa illusione, non solo, ma anche a tutti gli altri inganni e miraggi cui siamo, consapevoli o no, sottoposti.

Tratto da Raffaele La Capria, La mosca nella bottiglia. Elogio del senso comune, Rizzoli, 1996, p.134.

Cosa succede su Anticitera 29/01/2019

Interveniamo oggi con due brevi articoli, il primo sulle simulazioni delle prove di maturità diffuse dal MIUR il 20 Dicembre scorso e il secondo, di nuovo, sul concetto di razza e sulle sue delicate implicazioni.

Si tratta di due temi che hanno generato entrambi un intenso dibattito pubblico. Nel secondo caso il dibattito si è sviluppato anche su questo stesso spazio digitale, in risposta al nostro articolo precedente: una circostanza che ci ha fatto particolarmente piacere.

Ancora su razze e razzismo

di Alessandro Della Corte, Stefano Isola, Lucio Russo

Siamo lieti che il nostro articolo intitolato “Razze e razzismo”, apparso su Anticitera il 10 gennaio scorso, abbia aperto un dibattito su un tema che chiaramente, a nostro parere, merita particolare attenzione, e ringraziamo quindi tutti coloro che sono intervenuti (rimandiamo chi voglia leggere l’intera discussione alla sezione commenti del nostro articolo).

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Simulazione?

 

vignetta_simulazioni_di Alessandro Della Corte, Stefano Isola, Lucio Russo

Il 20 dicembre 2018 il MIUR ha diffuso i modelli per la simulazione della seconda prova degli esami di maturità, tra i quali una prova-esempio che consiste in otto problemi a carattere fisico-matematico per i Licei Scientifici. Una delle novità introdotte dal Ministero per la maturità del 2019 è infatti la cosiddetta “doppia materia”, ad esempio latino-greco per i Licei Classici, inglese e lingua 3 per i Licei Linguistici e, appunto, matematica-fisica per gli Scientifici.

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Cosa succede su Anticitera 20/01/2019

Tra i luoghi comuni contrapposti che a nostro parere è importante evitare vi sono, da una parte, le sempre più vigorose tendenze antiscientifiche, che pretendono di superare la scienza (spesso etichettata con l’aggettivo “occidentale”) rivalutando superstizioni e varie forme di irrazionalismo e, dall’altra, la pretesa di identificare la verità scientifica con le affermazioni accettate dalla comunità accademica, che dovrebbero essere accolte  acriticamente, sostituendo qualche forma di “certificazione” al libero esame critico.

Siamo convinti che la difesa intransigente della razionalità sia un importante obiettivo che non può essere disgiunto da un atteggiamento critico anche verso tendenze interne alla stessa comunità scientifica. Quest’ultima, infatti, non può essere immune a fenomeni tipici di tutta la cultura contemporanea, come la crescente importanza della ricerca del consenso di massa, il dilagare delle mode e le tendenze irrazionalistiche.

Su questo tema ospitiamo due contributi che riteniamo importanti: l’intervento di Francesco Vissani che esplora un campione di recenti “sviste” dei fisici, cercando di individuarne le cause profonde, e due interventi di Angelo Vulpiani e Hykel Hosni sulla moda dilagante dei Big Data, che secondo alcuni permetterebbero di sostituire la ricerca scientifica con procedimenti automatici. Il lettore troverà il primo (scritto per Anticitera) in un articolo tra quelli che seguono questo editoriale, mentre gli altri due, già pubblicati altrove, sono stati inseriti in una pagina apposita (nel contenitore “Raccolta di testi”) insieme ad un breve saggio introduttivo dello stesso Vulpiani.