A proposito di esami di maturità

A questi temi è stato apposto che fossero troppo facili rispetto alla estensione delle cognizio­ni che i programmi richiedono agli alunni della Sezione Fisico-Matematica. Ma noi persistiamo a credere convenirsi a tali esami piuttosto i temi facili che difficili. Imperocché questi non valgono che a cimentare l’acume dei più valenti, e confondono poi nella medesima riprovazione la moltitudine dei mediocri con gl’infimi, rendendo inevitabile la pietà degli esaminatori, la quale finisce col togliere efficacia all’esame e farlo fallire al proprio scopo. Laddove il tema facile smaschera gl’indegni, è accessibile ai mediocri, e lascia poi ai migliori l’agio di addimostrarsi tali con la scelta dei metodi più spediti ed eleganti e con l’aggiunta di giudiziose osservazioni.

Tratto dalla relazione della commissione che preparò i temi dell’esame finale della Sezione Fisico-Matematica dell’Istituto Tecnico, presieduta dall’illustre matematico Enrico D’Ovidio (1886).

Perché nel XVII secolo vi fu un crollo della ricerca scientifica italiana?

di Lucio Russo

 (Questo articolo riprende, in forma molto sintetica, una tesi esposta in L. Russo ed E. Santoni, Ingegni minuti, Una storia della scienza in Italia, Feltrinelli, 2010)

Credo che si possa tranquillamente affermare che la moderna scienza europea nacque nel Rinascimento italiano (anche se gli storiografi anglosassoni tendono a spostare il lieto evento di qualche secolo, facendolo coincidere con il salto di qualità, sul quale torneremo, che si realizzò alla fine del Seicento).

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Cosa succede su Anticitera 25/02/2019

John Dupré è uno dei principali epistemologi viventi, professore presso l’Università di Exeter e direttore dell’ESRC Centre for Genomics in Society (http://socialsciences.exeter.ac.uk/sociology/staff/dupre). In Italia è noto soprattutto come autore di Natura umana. Perché la scienza non basta, Laterza 2007 (Ed. originale 2001). Siamo lieti di pubblicare l’intervista che ha concesso ad Anticitera.

Insieme a questo contributo pubblichiamo, in una pagina apposita,  una lettera, non molto nota,  che Albert Einstein inviò in occasione della 42ma riunione della Società Italiana per il Progresso delle Scienze del 1950.

Intervista a John Dupré

La ragionevole inefficacia della scienza di base

(per la spiegazione della natura umana)

Una conversazione con John Dupré

di Alessandro Della Corte

John Dupré si è principalmente occupato della filosofia delle scienze della vita. Un aspetto molto interessante del suo lavoro riguarda le ricadute dello studio degli organismi viventi su problemi classici dell’epistemologia come quelli riguardanti riduzionismo, determinismo e libero arbitrio. Spero che i lettori di Anticitera apprezzeranno l’intervista che Dupré ha gentilmente accettato di concederci.

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La mosca nella bottiglia

“La filosofia a questo deve servire, ad aiutare la mosca ad uscire dalla bottiglia”, scrive Ludwig Wittgenstein. A me sembra che una mosca per uscire dalla bottiglia debba sapere come è fatta la bottiglia. Solo così potrà imboccare il collo della bottiglia e volarsene via, libera, nell’aria. Ma sapere com’è fatta la bottiglia quando uno ci sta dentro è una scienza molto complessa e richiede innanzitutto la consapevolezza di essere prigionieri all’interno di una bottiglia – cosa che non tutti riconoscono. E poi richiede immaginazione, molta immaginazione. Perché non è facile, standone all’interno, concepire la forma della bottiglia che ci contiene. Forse è la trasparenza del vetro che a volte, come ho detto, ci inganna e ci dà l’illusione di star fuori. Perciò dobbiamo sottrarci a questa illusione, non solo, ma anche a tutti gli altri inganni e miraggi cui siamo, consapevoli o no, sottoposti.

Tratto da Raffaele La Capria, La mosca nella bottiglia. Elogio del senso comune, Rizzoli, 1996, p.134.

Cosa succede su Anticitera 29/01/2019

Interveniamo oggi con due brevi articoli, il primo sulle simulazioni delle prove di maturità diffuse dal MIUR il 20 Dicembre scorso e il secondo, di nuovo, sul concetto di razza e sulle sue delicate implicazioni.

Si tratta di due temi che hanno generato entrambi un intenso dibattito pubblico. Nel secondo caso il dibattito si è sviluppato anche su questo stesso spazio digitale, in risposta al nostro articolo precedente: una circostanza che ci ha fatto particolarmente piacere.

Ancora su razze e razzismo

di Alessandro Della Corte, Stefano Isola, Lucio Russo

Siamo lieti che il nostro articolo intitolato “Razze e razzismo”, apparso su Anticitera il 10 gennaio scorso, abbia aperto un dibattito su un tema che chiaramente, a nostro parere, merita particolare attenzione, e ringraziamo quindi tutti coloro che sono intervenuti (rimandiamo chi voglia leggere l’intera discussione alla sezione commenti del nostro articolo).

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