La trasmissione della conoscenza

di Edoardo Gianfagna

Una delle cose che più mi colpiscono, da quando si parla della necessità di una nuova didattica, è il contrasto tra la sicumera di coloro che mettono sotto accusa la scuola «trasmissiva» e la modestia culturale dei loro argomenti.
Che cosa è mai la scuola trasmissiva? Corrisponde al semplice, antico bisogno di raccogliere e conservare il significato delle esperienze che altri esseri umani hanno fatto prima di noi. È un’idea semplice, benché impegnativa. Si tratta di conoscere il vissuto degli individui e dei popoli del passato, anche attraverso lo studio delle loro conquiste in campo scientifico, tecnico, artistico e letterario, filosofico e religioso. Lo scopo implicito è quello di esercitare il pensiero critico sulla realtà attuale anche alla luce di quelle conoscenze.

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Cosa succede su Anticitera 01/09/2019

Anticitera riprende le attività, dopo la pausa estiva, con una recensione di Lucio Russo a L’aula vuota (Marsilio, 2019), il recente libro che Ernesto Galli della Loggia ha dedicato alla scuola italiana. Le notevoli congruenze con le nostre idee sull’argomento, e ancor più i casi in cui il punto di vista di Galli della Loggia non coincide con il nostro, ci sembrano fornire un’interessante occasione di riflessione su questo tema capitale.

Il libro ha suscitato notevole irritazione presso pedagogisti, esperti di scuola ed esponenti politici che se ne sono interessati. Se ne può avere un’idea leggendo la (leggermente isterica) stroncatura di Christian Raimo (http://www.minimaetmoralia.it/wp/laula-vuota-ernesto-galli-della-loggia-un-libro-pessimo-punto-vista/), che accusa l’autore di incompetenza in quanto dichiaratamente ignaro delle discipline specialistiche che si occupano di scuola.

Per fornire al lettore ugualmente poco esperto un piccolo saggio del metodo e del tipo di linguaggio usato dagli esperti di tali discipline inseriamo di seguito tre link. Il primo è relativo a un documento sottoscritto da politici di quasi tutti i partiti e quasi tutte le correnti (il che, lo ammetterete, in Italia non è poco). Il secondo contiene un testo (del pedagogista Daniele Novara) che riassume tesi che da almeno trent’anni sono sostenute dalla maggioranza dei pedagogisti: in primo luogo l’esigenza di eliminare la cattiva abitudine di molti insegnanti di far lezione. Il terzo link mostra invece un saggio dei metodi e dei contenuti delle lezioni tenute da un professore universitario esperto di scuola.

    1. https://www.disal.it/Objects/Pagina.asp?ID=28355&Titolo=Dibattito/Sussidiarietà:%20punto%20centrale%20per%20il%20futuro%20produttivo
    2. http://www.vita.it/it/article/2018/04/16/dalla-campanella-alle-file-di-banchi-le-sei-pratiche-inerziali-di-cui-/146566/
    3. http://slideplayer.it/slide/10199817/

 

Recensione a “L’aula vuota” di Ernesto Galli della Loggia

di Lucio Russo

 

Il dibattito sulla scuola, che attrae di solito molta meno attenzione di quanto meriterebbe, si è arricchito di recente di un interessante contributo di Ernesto Galli della Loggia (L’aula vuota. Come l’Italia ha distrutto la sua scuola, Marsilio, 2019), che è allo stesso tempo un saggio abbastanza documentato sulla storia della crisi della scuola italiana e un pamphlet in cui le idee dell’autore sul tema (ma anche sulla politica italiana e sulla cultura in generale) sono esposte con il consueto vigore.

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Cosa succede su Anticitera 23/06/2019

Il filo conduttore di quest’uscita di Anticitera  è l’“innovazione”.  Il complesso rapporto tra le novità tecnologiche e scientifiche e le relative ricadute sull’auto-percezione dell’uomo è affrontato in un articolo, che ricorda la missione lunare di mezzo secolo fa problematizzandone le implicazioni  culturali alla luce di un breve saggio che Hannah Arendt scrisse in quegli anni. Al nuovo nell’arte è dedicato invece un saggio sui concetti di “tradizione” e “creatività” del grande intellettuale Oscar P. Kristeller, mentre una disamina critica della fede nel progresso automatico è al centro di un articolo di Pietro Citati del 2008, che riproponiamo qui.

Infine, una postilla. Nei giorni scorsi sono apparse in rete notizie su un’iniziativa (della Curia locale e del Comune) volta a ripopolare l’isola di Anticitera attraverso l’offerta di una casa e di un piccolo reddito mensile a chi accetti di trasferirsi sull’isola con la famiglia. La notizia è stata ripresa da diversi giornali italiani, che l’hanno a volte condita con fantasiosi particolari, ad esempio suggerendo che si tratta dell’isola dove fu “costruita” la famosa macchina. Nonostante nulla su questo sito, crediamo, lasci intendere una qualche connessione con il Comune di Anticitera, né tantomeno con la Curia, diverse persone ci hanno scritto chiedendoci informazioni sull’iniziativa (il messaggio più divertente, consisteva nella semplice domanda: “ma in tutto ciò voi vivete su Anticitera?”).

Rispondiamo con rincrescimento che:

  1. Non abbiamo nulla a che fare con l’organizzazione di questa iniziativa;
  2. Non abbiamo alcuna particolare informazione in proposito;
  3. Non viviamo ad Anticitera (ma abbiamo scelto questo nome per il nostro sito perché ci piacciono il mare, la storia della scienza e la lontananza dai luoghi comuni);
  4. Invitiamo comunque i lettori, molto numerosi, che sono capitati e capiteranno sul nostro sito per i motivi sbagliati a trattenersi in visita, se lo riterranno, per i motivi giusti.

Umanità, tecnica e natura (ricordando lo sbarco sulla luna)

di Alessandro Della Corte, Stefano Isola e Lucio Russo

Ricorre quest’anno il cinquantesimo anniversario dello sbarco sulla Luna, e lo ricordiamo formulando una domanda i cui legami con quell’evento speriamo appariranno più chiari nel seguito.

Perché l’ideale platonico di un potere legittimato soltanto dalle superiori conoscenze dei suoi detentori sembra oggi tornato così seducente?

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Sul discutibile confine tra fisica e matematica

Se la geometria di Euclide è vista come la scienza delle possibili relazioni mutue di corpi praticamente rigidi nello spazio, cioè se la si tratta come una scienza fisica, evitando di astrarre dal suo originale contenuto empirico, l’omogeneità logica tra geometria e fisica teorica diviene completa.

Tratto da una conferenza tenuta da Albert Einstein a Oxford il 10 giugno 1933, pubblicata con il titolo On the Method of Theoretical Physics, in “Philosophy of Science”, The University of Chicago Press, Vol. 1, No. 2 (aprile 1934), pp. 163-169.

Cosa succede su Anticitera 23/05/2019

Con l’uscita di oggi pubblichiamo due nuovi contenuti, entrambi dedicati alla scuola. Il primo è un nostro  intervento sul recente progetto di legge che prevede la reintroduzione dell’educazione civica nelle scuole italiane, mentre il secondo è un contributo di Andrea Trusiano, che insegna Matematica e Fisica presso l’Istituto Pacinotti-Archimede di Roma, sui nuovi meccanismi di inclusione-esclusione messi in atto dalla “Buona Scuola” sulla base delle cosiddetti Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Ci è sembrato particolarmente opportuno accostare le nuove proposte sull’insegnamento dell’educazione civica e le informazioni date da Trusiano, perché entrambe danno un’idea della direzione generale verso cui sta andando la scuola italiana. In questo senso, un elemento costante ci sembra il progressivo venir meno delle funzioni collettive della scuola, tra cui la formazione di cittadini in grado di inserirsi costruttivamente nella società attraverso il lavoro e tutte le forme di partecipazione alla vita pubblica, e anche, ovviamente, di futuri studenti universitari in grado di acquisire conoscenze aventi una ricaduta sociale positiva. Questi sono stati per anni i compiti più importanti della scuola, ma i cambiamenti nel contesto economico, nelle modalità di produzione dei beni e nella suddivisione del lavoro hanno condotto negli ultimi decenni a profonde trasformazioni delle funzioni che la scuola è chiamata ad assolvere (su questo rimandiamo a Segmenti e bastoncini di Lucio Russo). Una delle conseguenze di queste trasformazioni è che da vari decenni le finalità collettive della scuola vengono sistematicamente messe da parte a fronte delle esigenze (in alcuni casi presunte) dei singoli. Chiaramente non ci sono mai soluzioni facili a questo tipo di contrapposizioni, ma proprio per questo ci sembra che la loro risoluzione unilaterale a scapito costante degli interessi collettivi sia una scelta discutibile.